Il blocco cieco si piazza alle spalle del difensore, sul lato che non sta guardando. Il suo attaccante lo usa per tagliare a canestro mentre il difensore è ancora rivolto verso la palla. Il bloccante fissa i piedi, resta fermo e lascia che l’attaccante porti il proprio difensore sul blocco.
Perché lo usano gli allenatori
Al difensore senza palla si insegna a vedere insieme il proprio uomo e la palla, quindi a stare parzialmente girato rispetto al canestro. Il blocco cieco attacca direttamente quella posizione. Non lo vede arrivare e, quando avverte il contatto, l’attaccante lo ha già superato.
L’azione serve anche senza segnare. Trascina un difensore in aiuto verso la linea di fondo, da dove non riesce a tornare in tempo sul perimetro. È l’idea del taglio UCLA e di Chin, dove un blocco cieco e un flare avvengono insieme per costringere la difesa a perdere una delle due azioni.
Una variante comune tra i professionisti si abbina al blocco sulla palla: un tiratore blocca da dietro il difensore del rollante. È lo Spain pick and roll: stesso principio, altro difensore.
Come si difende
Tre risposte, ognuna con un costo.
- Cambiare. È semplice. È anche il motivo per cui molti blocchi ciechi sono portati da un lungo per una guardia: il cambio crea un vantaggio di taglia da sfruttare prendendo posizione.
- Comunicare e saltare verso la palla. Il difensore del bloccante avvisa presto e quello del tagliante passa sul lato della palla. Il taglio si allontana così dal ferro anziché raggiungerlo direttamente.
- Rallentare il tagliante. Il difensore del bloccante interviene per un istante e recupera, come in un aiuto sul rollante. Perde per un momento il contatto con il tiratore lasciato.
Attenzione al blocco cieco che in realtà è un flare. Se l’attaccante esce allontanandosi dal canestro, l’istinto difensivo di saltare verso il ferro lo porta nella direzione sbagliata.